Eremo di Sant'Alberto di Butrio

Indirizzo e numero civico
Frazione Abbadia Sant'Alberto
Città
Ponte Nizza - PV
Nazione
ITA

Eremo isolato tra primi rilievi dell'Appennino ligure, nella valle Staffora dell'Oltrepò Pavese. Pare che Sant'Alberto appartenesse al casato dei Malaspina e, ritiratosi in eremitaggio, abbia guarito miracolosamente il figlioletto di un marchese del casato. Con l'aiuto di questo, Alberto avrebbe edificato una chiesa dedicata alla Madonna che fu il nucleo del monastero di eremiti. Sant'Alberto ne fu abate fino alla morte nel 1073, portando l'eremo a grande potenza spirituale e temporale. In seguito la crescita proseguì e l'eremo divenne centro spirituale di una vastissima zona. Ospitò illustri personaggi, tra cui il re d'Inghilterra Edoardo II che vi morì e inizialmente vi fu sepolto. Si ritiene che vi abbiano soggiornato Federico Barbarossa e Dante Alighieri. Verso la metà del XV secolo l'eremo conobbe un periodo di decadenza, e negli anni '20 iniziò la rinascita sotto la guida di Don Orione, che vi trasferì gli Eremiti della Divina Provvidenza.

L'eremo è composto dalla chiesa di Santa Maria, edificata da sant'Alberto verso l'anno 1050, dalla chiesa di Sant'Alberto, datata intorno alla sua morte, che ospita le due tombe del santo e le sue ossa, oltre ai più pregevoli affreschi dell'eremo, e la chiesetta di Sant'Antonio del 1300. Tutti gli affreschi sono anonimi, datati al 1484, e riflettono i caratteri dei dipinti coevi dell'Oltrepò.

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