San Contardo

San Contardo nacque a Ferrara nel 1216, discendente della famiglia degli Estensi, signori della città.
Già nei primi anni della giovinezza, Contardo sentì la voce di Dio che con forza lo chiamava ad abbandonare le ricchezze terrene per vivere in povertà, pellegrino del Vangelo sulle strade dell’Europa. Il giovane principe, lasciata Ferrara con alcuni compagni, si mise in viaggio verso Santiago di Compostela. Contardo ed i suoi amici giunsero a Broni. La stanchezza era grande a motivo del lungo cammino e dei vari disagi incontrati. Perciò Contardo prudentemente stabilì di fermarsi a Broni per ristorare le forze. E, secondo l’uso, decise di utilizzare le ore della sosta con il ritirarsi in un luogo isolato a meditare e pregare. Salì con i compagni la dolce collina che domina Broni che fu chiamato (e lo è tuttora) “Monte di San Contardo”. Osservando di lassù il cielo purissimo, l’amenità dei borghi e dei castelli, il verde intuì che quella doveva essere l’ultima trappa del suo itinerario e rapito in uno slancio di ardore rivolse una preghiera al Signore in cui si chiedeva che, se il disegno di Dio era quello di chiamarlo a Sé durante il viaggio, ciò avvenisse in terra bronese e che le sue spoglie riposassero a Broni.

Appena finita la preghiera gli mancarono le forze e sopraggiunsero forti dolori. I compagni lo portarono in un albergo e, per espressa volontà del giovane estense, ripartirono verso Santiago. Aggravatosi il male, i lamenti di Contardo disturbavano gli altri ospiti e così fu allontanato e poi accolto, quasi agonizzante, in un misero tugurio, forse una stalla, dove morì in assoluta solitudine. Era il 16 aprile del 1249. Appena spirato l’ignoto pellegrino, le campane della chiesa parrocchiale, con grande meraviglia di tutti, si misero spontaneamente a suonare, mentre fiammelle misteriose si accesero attorno al suo corpo esanime. La salma fu collocata nella chiesa parrocchiale e alla tomba di Contardo incominciò ad accorrere una moltitudine di persone afflitte dai più diversi mali. Le guarigioni si moltiplicarono e la devozione a San Contardo si diffuse rapidamente.

San Contardo fu sempre venerato con un culto particolare approvato da Paolo V e arricchito di numerose indulgenze da Urbano VIII.
Il culto di San Contardo è diffuso, oltre che a Broni, nell’Oltrepò Pavese e in vaste zone del piacentino. San Contardo è compatrono della città di Modena.
San Contardo, con la sua vicenda umana e di fede, è ancora oggi un valido modello di fede da proporre agli uomini e alle donne del nostro tempo.
Broni onora il suo patrono in due occasioni distinte: la festa patronale di San Contardo di fine agosto a ricordo della traslazione delle spoglie nella chiesa parrocchiale e la festa “minore”, detta di San Contardino, che viene celebrata il 16 aprile a memoria della morte del Santo.

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